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Progetto: "Tutti i colori del bianco e nero"

Il Comitato Italiano per l'Unicef ha ideato il cortometraggio per parlare di identità/alterità e di intercultura, scegliendo di utilizzare un linguaggio agile e creativo affidato all'animazione realizzata con la plastilina. Questa storia ci e' sembrata molto interessante e ricca di spunti motivo per cui l'abbiamo scelta come sfondo narrativo per la programmazione di plesso.
L'intento principale della storia, descritta con movimenti rapidi e ben ritmati dalle musiche, è quello di suggerire una lettura non superficiale e sbrigativa della complessità della realtà interculturale.
Il protagonista è un Pinguino Gelataio, che intraprende un viaggio al di là dei confini del suo mondo monocromatico, dove farà ritorno carico di una nuova ricchezza collezionata nel suo peregrinare attraverso isole e culture "altre": i colori e i sapori.
La scelta di fare di un Pinguino il protagonista del film d'animazione è determinata dall'esigenza di trovare un personaggio che sintetizzi alcune caratteristiche e che, allo stesso tempo, sia portatore di contraddizioni forti: è privo di una connotazione sessuale visibile, ha le ali ma non vola, è un uccello ma nuota sott'acqua, è metà bianco e metà nero…
Non è un eroe, non cerca situazioni anomale, ma trovandocisi dentro le affronta senza rifuggirle; la sua curiosità lo porta a relazionarsi con tutti i personaggi che incontra sul suo percorso: le Tartarughe che gli manifestano ostilità e rifiuto, gli Orsetti Lavatori che lo accettano ma solo omologandolo, gli Ippopotami che lo ignorano e gli Albatros con cui interagisce, seppur mantenendo la sua individualità.
Il Pinguino si trova a vivere alcune situazioni tipiche e topiche delle relazioni identitarie: l'ostilità, l'assimilazione, l'indifferenza, ma anche l'accettazione e lo scambio.
Alla fine della storia egli aprirà il suo baule inseparabile, con l'intento di ricominciare a fare i gelati, ma i souvenir di frutti raccolti durante il viaggio si presenteranno ai suoi occhi come un pasticcio di colori.
Inizialmente non gli sarà chiara l'importanza di quel cocktail variopinto, infatti,solo successivamente si renderà conto che tutti quei colori, tutti quei sapori di altre culture non faranno altro che ravvivare ed arricchire quel candido paesaggio monocromatico. I gelati, con nuovi e diversi sapori, faranno accorrere molti pinguini ed anche tutti gli altri personaggi: gli Ippopotami, gli Orsetti, ed altri animali tutti in fila, l'uno accanto all'altro, felici di scoprire che "insieme c'è più gusto".
La vicenda del Pinguino insegna che lo scambio interculturale non deve comportare una mutilazione arbitraria della propria matrice personale e culturale, ma che si nutre dei momenti di reciproco interessamento, più che delle regole astratte della "civile convivenza".
Questo progetto su cui abbiamo lavorato tutto l'anno con i bambini e' stato lo spunto su cui lavorare anche per la realizzazione del murales sul muro del giardino .

Le insegnanti

 

vai alle immagini del murales

 

Questo progetto educativo e' per noi molto importante e coinvolge i bambini ,i genitori e le insegnanti di tutta la scuola permettendoci di affrontare temi che ci stanno particolarmente a cuore.Tutti noi viviamo immersi in una rete di relazioni, connotate dalla pluralita' delle culture , viviamo in un mondo caratterizzato dalla globalizzazione; questa realta' incide nel panorama culturale in cui i bambini sono inseriti,a partire dalla scuola dell'infanzia.
Nelle "Nuove Indicazioni per il Curricolo"si legge infatti: "In quanto comunità educante, (compresa la scuola dell'infanzia)la scuola genera una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi, ed è anche in grado di promuovere la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria. L'obiettivo è quello di valorizzare l'unicità e la singolarità dell'identità culturale di ogni studente. La presenza di bambini con radici culturali diverse è un fenomeno ormai strutturale e non può più essere considerato episodico: deve trasformarsi in un'opportunità per tutti."
Nel testo delle Indicazioni Nazionali si considera la scuola,a partire da quella dell'Infanzia, come luogo fondamentale per la formazione del cittadino,secondo Costituzione.
"Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettivita' piu' ampie e composite,siano esse quella nazionale,quella europea,quella mondiale."
(Carla Rinaldi -Reggio Children)
Non basta convivere nella societa' ma bisogna crearla continuamente insieme; occorre dunque educare alla convivenza proprio attraverso la valorizzazione delle diverse identita' e radici culturali di ogni bambino.
" L'interculturalita' non puo' esaurirsi nel parlare dell'altro,e neppure solo nel "parlare all'altro".Alla sua base c'e' invece:l'educazione al decentramento,cioe' al metodo che consiste nel provare a mettersi reciprocamente dal punto di vista dell'altro,per poter dire:io avrei potuto essere l'altro","io sono anche l'altro".
(atti del convegno Il bambino sconfinato Castiglioncello 2002)
Occorre dunque "mettersi nei panni degli altri". Uno dei banchi di prova della nuova cittadinanza e'infatti il tema del multiculturalismo. Insegnare e imparare a vivere la complessita'e' uno dei compiti educativi piu' importanti. E' necessario adottare la prospettiva di una educazione interculturale,o meglio,educare alla cittadinanza ,in contesti multiculturali.
"L'educazione interculturale e allo sviluppo sostenibile costituisce dunque una delle principali scommesse dell'Europa comunitaria di oggi. …prendere in considerazione l'altro richiede un miglioramento generale delle condizioni di vita,nel rispetto delle eredita' naturali che abbiamo ricevuto….L'educazione interculturale deve corrispondere sia all'educazione per la pace,sia all'educazione alla cittadinanza planetaria,sia all'educazione allo sviluppo sostenibile,deve essere un educazione integrale che forma il cittadino.."
(Esoh Elame'-Jean David L'educ.interculturale per lo sviluppo sostenibile Emi ed.)
In questo quadro e'essenziale la partecipazione : dove c'e' partecipazione c'e' cambiamento.