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Il protagonista è un Pinguino Gelataio,
che intraprende un viaggio al di là dei confini del suo mondo monocromatico,
dove farà ritorno carico di una nuova ricchezza collezionata nel
suo peregrinare attraverso isole e culture "altre": i colori e i
sapori.
La scelta di fare di un Pinguino il protagonista del film d'animazione
è determinata dall'esigenza di trovare un personaggio che sintetizzi
alcune caratteristiche e che, allo stesso tempo, sia portatore di
contraddizioni forti: è privo di una connotazione sessuale visibile,
ha le ali ma non vola, è un uccello ma nuota sott'acqua, è metà
bianco e metà nero…
Non è un eroe, non cerca situazioni anomale, ma trovandocisi dentro
le affronta senza rifuggirle; la sua curiosità lo porta a relazionarsi
con tutti i personaggi che incontra sul suo percorso: le Tartarughe
che gli manifestano ostilità e rifiuto, gli Orsetti Lavatori che
lo accettano ma solo omologandolo, gli Ippopotami che lo ignorano
e gli Albatros con cui interagisce, seppur mantenendo la sua individualità.
Il Pinguino si trova a vivere alcune situazioni tipiche e topiche
delle relazioni identitarie: l'ostilità, l'assimilazione, l'indifferenza,
ma anche l'accettazione e lo scambio.
Alla fine della storia egli aprirà il suo baule inseparabile, con
l'intento di ricominciare a fare i gelati, ma i souvenir di frutti
raccolti durante il viaggio si presenteranno ai suoi occhi come
un pasticcio di colori.
Inizialmente non gli sarà chiara l'importanza di quel cocktail variopinto,
infatti,solo successivamente si renderà conto che tutti quei colori,
tutti quei sapori di altre culture non faranno altro che ravvivare
ed arricchire quel candido paesaggio monocromatico. I gelati, con
nuovi e diversi sapori, faranno accorrere molti pinguini ed anche
tutti gli altri personaggi: gli Ippopotami, gli Orsetti, ed altri
animali tutti in fila, l'uno accanto all'altro, felici di scoprire
che "insieme c'è più gusto".
La vicenda del Pinguino insegna che lo scambio interculturale non
deve comportare una mutilazione arbitraria della propria matrice
personale e culturale, ma che si nutre dei momenti di reciproco
interessamento, più che delle regole astratte della "civile convivenza".
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