torna alla home

  
la scuola
ambienti
sezioni
progetti
attività
  

torna alla pagina iniziale

festa di fine anno
"Tutti i colori del bianco e nero"

Il protagonista è un Pinguino Gelataio, che intraprende un viaggio al di là dei confini del suo mondo monocromatico, dove farà ritorno carico di una nuova ricchezza collezionata nel suo peregrinare attraverso isole e culture "altre": i colori e i sapori.
La scelta di fare di un Pinguino il protagonista del film d'animazione è determinata dall'esigenza di trovare un personaggio che sintetizzi alcune caratteristiche e che, allo stesso tempo, sia portatore di contraddizioni forti: è privo di una connotazione sessuale visibile, ha le ali ma non vola, è un uccello ma nuota sott'acqua, è metà bianco e metà nero…
Non è un eroe, non cerca situazioni anomale, ma trovandocisi dentro le affronta senza rifuggirle; la sua curiosità lo porta a relazionarsi con tutti i personaggi che incontra sul suo percorso: le Tartarughe che gli manifestano ostilità e rifiuto, gli Orsetti Lavatori che lo accettano ma solo omologandolo, gli Ippopotami che lo ignorano e gli Albatros con cui interagisce, seppur mantenendo la sua individualità.
Il Pinguino si trova a vivere alcune situazioni tipiche e topiche delle relazioni identitarie: l'ostilità, l'assimilazione, l'indifferenza, ma anche l'accettazione e lo scambio.
Alla fine della storia egli aprirà il suo baule inseparabile, con l'intento di ricominciare a fare i gelati, ma i souvenir di frutti raccolti durante il viaggio si presenteranno ai suoi occhi come un pasticcio di colori.
Inizialmente non gli sarà chiara l'importanza di quel cocktail variopinto, infatti,solo successivamente si renderà conto che tutti quei colori, tutti quei sapori di altre culture non faranno altro che ravvivare ed arricchire quel candido paesaggio monocromatico. I gelati, con nuovi e diversi sapori, faranno accorrere molti pinguini ed anche tutti gli altri personaggi: gli Ippopotami, gli Orsetti, ed altri animali tutti in fila, l'uno accanto all'altro, felici di scoprire che "insieme c'è più gusto".
La vicenda del Pinguino insegna che lo scambio interculturale non deve comportare una mutilazione arbitraria della propria matrice personale e culturale, ma che si nutre dei momenti di reciproco interessamento, più che delle regole astratte della "civile convivenza".

Abbiamo inteso dunque attivare un processo formativo, attraverso l'esperienza laboratoriale,che ha dato la possibilità ad ogni bambino di sviluppare la propria identità in base al proprio vissuto e alla propria origine e per attivare un processo di autostima. Attraverso l'uso della storia del Pinguino gelataio si sono create occasioni motivanti sia nella sezione e sia nel laboratorio per"fare" esperienze che poi andranno a costruire la personalità del bambino. L'esperienza laboratoriale ha privilegiato il piccolo gruppo dandoci l'opportunità di attivare interventi mirati e personalizzati;inoltre ha offerto la possibilità di ascoltare e accogliere le emozioni, le esperienze proprie e altrui, di scoprire quanto possono somigliare e differenziarsi e come tutti abbiano diritto di espressione e di ascolto.

 

Il Comitato Italiano per l'Unicef ha ideato il cortometraggio per parlare di identità/alterità e di intercultura, scegliendo di utilizzare un linguaggio agile e creativo affidato all'animazione realizzata con la plastilina.
L'intento principale della storia, descritta con movimenti rapidi e ben ritmati dalle musiche, è quello di suggerire una lettura non superficiale e sbrigativa della complessità della realtà interculturale.